Posta che parte solo da chi ha il diritto di inviarla.

Un record SPF non basta, se non corrisponde a chi invia davvero. Per più clienti abbiamo stabilito chi può inviare posta, da dove e per quale dominio, e lo abbiamo fatto rispettare.

Settore
Più settori
Ambito
Sicurezza
Anno
2026
Come funziona
Mittenti
Siti WordPress23 su SES
NewsletterSendGrid
Domini senza postanessun invio
Regole di invio
Chi può inviare, da dove, per quale dominio
Policy IAM per sito11 IP consentitiConfiguration setDKIM allineatoSPF sotto 10 lookupDMARC a gradini
Esito
Destinatarirecapito
CloudTrailtentativi negati
Lista pulitabounce
In breve

Su un ambiente di hosting con 23 siti WordPress che inviano tramite Amazon SES, dopo l'uso non autorizzato di una credenziale SMTP abbiamo ruotato le chiavi e dato a ogni sito una policy che consente l'invio solo dal proprio dominio e solo da 11 IP di server. Per un gruppo di laboratori abbiamo portato DMARC fino a p=reject. Per una newsletter con circa 89.500 blocchi in un giorno abbiamo allineato l'invio con SendGrid. E abbiamo fermato un record SPF che avrebbe escluso un mittente legittimo.

23
siti WordPress con una policy SES dedicata
11
IP statici di server nella lista consentita
~89.500
messaggi bloccati in un giorno su una newsletter
1.933
hard bounce rimossi dalla lista

Contesto

SPF, DKIM e DMARC si configurano spesso una volta e poi si dimenticano. Nel frattempo cambiano i fornitori di invio, i server, le piattaforme di newsletter. Gestiamo posta e DNS per più clienti, e nel 2026 siamo intervenuti su tutti questi fronti.

Il problema

Gli errori della posta sono silenziosi in due direzioni. Un permesso troppo largo lascia inviare a tuo nome chi non dovrebbe: su un ambiente di hosting, una credenziale SMTP è stata usata per un invio massivo non autorizzato. Una regola troppo stretta, o un invio non allineato, blocca la posta legittima: una newsletter ha visto circa 89.500 blocchi il 27 maggio 2026, per il 97,7% rifiuti DMARC.

Cosa abbiamo fatto

  1. 01

    Una policy per ogni sito

    Chiavi ruotate, 39 su 41 erano oltre la scadenza di rotazione, e utenti inutilizzati rimossi. Ogni sito ha il suo utente IAM con una policy restrittiva: invio solo dal proprio dominio e solo da una lista di 11 IP statici, tutto il resto negato in modo esplicito.

  2. 02

    Due errori sottili, trovati in rilascio

    Il permesso sul configuration set veniva perso, e SES verifica il permesso sull'indirizzo mittente esatto, non solo sul dominio. Corretti entrambi, con la pubblicazione degli eventi attraverso un configuration set per i bounce e controlli su CloudTrail dei tentativi negati.

  3. 03

    DMARC a gradini

    Per i domini di un gruppo di laboratori, dopo un rating di sicurezza esterno: p=none, poi quarantine, poi reject. I domini che non inviano posta ricevono v=spf1 -all e p=reject, così nessuno può usarli per falsificare un mittente.

  4. 04

    Una newsletter riallineata

    I blocchi venivano da un invio con SendGrid non allineato al dominio. Autenticazione del dominio su SendGrid con 3 record CNAME, SPF ripulito per restare sotto il limite di 10 lookup DNS, 1.933 hard bounce tolti dalla lista.

  5. 05

    Controllare prima di applicare

    Un record SPF proposto, applicato così com'era con p=reject, avrebbe escluso un mittente legittimo. L'abbiamo fermato prima che andasse online.

Com'è andata

Sui domini che seguiamo, chi può inviare è scritto nei DNS e nelle policy, e vale davvero. Una chiave sottratta a un sito non manda posta per gli altri, un dominio che non invia non si può falsificare, una newsletter passa i controlli perché è firmata dal dominio che la manda.

Strumenti

Amazon SESIAMCloudTrailSendGridSPFDKIMDMARCWordPressWP Mail SMTP

Domande frequenti

Perché non mettere subito p=reject?

Perché con p=reject ogni mittente dimenticato viene respinto. Si parte da p=none, si leggono i rapporti, si allineano i mittenti e solo dopo si passa a quarantine e reject.

Cos'è il limite dei 10 lookup SPF?

Per valutare un record SPF si possono fare al massimo 10 interrogazioni DNS. Oltre, il controllo fallisce e la posta legittima rischia il rifiuto: ogni include in più va pesato.

A cosa serve v=spf1 -all su un dominio che non invia?

Dice a tutti che quel dominio non manda mai posta. Insieme a DMARC p=reject impedisce di usarlo per falsificare un mittente.

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