Farsi trovare da ChatGPT e dagli assistenti AI: cosa serve davvero e cosa si può lasciar perdere

ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity leggono i siti per rispondere a chi fa una domanda. Ci sono pochi interventi che li aiutano davvero, e molti che servono solo ad alzare un punteggio. Ecco come li distinguiamo.

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Per chi
Chi ha un sito aziendale e vuole che gli assistenti AI lo leggano e lo citino correttamente

Chi legge il vostro sito, oggi

Per anni un sito ha avuto due tipi di lettori: le persone e i motori di ricerca. Oggi ce n'è un terzo. Gli assistenti AI come ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity leggono le pagine per rispondere a chi fa una domanda, o per completare un compito al suo posto.

Non si tratta di un solo bot. Ogni azienda ne usa diversi, con scopi diversi, e il robots.txt permette di trattarli in modo diverso. Per OpenAI e Anthropic la divisione è questa (OpenAI, Anthropic):

ScopoOpenAIAnthropicSe lo bloccate
Addestramento dei modelliGPTBotClaudeBotI contenuti futuri non entrano nei dati di addestramento
Ricerca dentro l'assistenteOAI-SearchBotClaude-SearchBotIl sito rischia di non comparire tra le fonti delle risposte
Visita chiesta da un utenteChatGPT-UserClaude-UserL'assistente non legge la pagina quando qualcuno gliela chiede

La conseguenza pratica: dire di no all'addestramento non significa sparire dalle risposte. Si può bloccare GPTBot e lasciare passare OAI-SearchBot. OpenAI precisa che per le visite chieste da un utente le regole del robots.txt potrebbero non applicarsi, perché a chiedere è una persona.

Come si misura: il punteggio di Cloudflare

Ad aprile 2026 Cloudflare ha pubblicato isitagentready.com, uno scanner gratuito che dà un punteggio di prontezza per gli agenti (Cloudflare). Controlla quattro aree:

AreaCosa controlla
Scopertarobots.txt, sitemap, intestazioni Link
ContenutoVersione Markdown della pagina, servita quando l'agente la chiede
Controllo dei botRegole per i bot AI, Content Signals, Web Bot Auth
FunzioniCatalogo API, OAuth, MCP Server Card, Agent Skills, WebMCP

Verifica anche i protocolli per il commercio da parte degli agenti, ma non li conta nel punteggio. llms.txt non è nei controlli predefiniti: si può aggiungere a mano.

I dati di partenza dicono quanto il terreno sia ancora vuoto. Su 200.000 domini tra i più visitati, Cloudflare ha trovato un robots.txt nel 78% dei casi, ma quasi sempre scritto per i motori di ricerca tradizionali. Le preferenze sull'uso da parte dell'AI erano dichiarate nel 4% dei siti, la versione Markdown funzionava sul 3,9%, e MCP Server Card e catalogo API comparivano in meno di 15 siti in tutto (Cloudflare).

È un buon punto di partenza, ma va letto per quello che è. Misura se file e segnali ci sono, non se gli agenti li usano né se i contenuti sono buoni. E il numero cambia molto con il profilo scelto: in una prova pubblicata da Search Engine Journal lo stesso sito, nello stesso giorno, ha preso 33 su 100 con il profilo predefinito e 67 con quello per siti di contenuti (Search Engine Journal).

Cosa facciamo, in quest'ordine

Sui siti che gestiamo partiamo dagli interventi che servono a tutti e costano poco. Gli altri arrivano solo se il sito ha qualcosa da offrire a un agente.

  1. 01

    Regole chiare per i bot AI

    Nel robots.txt decidiamo bot per bot, con il cliente. Di solito sì alla ricerca AI e alle visite chieste dagli utenti; sull'addestramento la scelta è dell'azienda, e la scriviamo in modo esplicito.

  2. 02

    Content Signals

    Tre segnali nel robots.txt dicono come si possono usare i contenuti: search per l'indicizzazione, ai-input per le risposte generate, ai-train per l'addestramento. Una riga tipica è Content-Signal: search=yes, ai-input=yes, ai-train=no. Sono preferenze, non un blocco tecnico; secondo Cloudflare valgono come riserva di diritti ai sensi della direttiva UE 2019/790 (Cloudflare).

  3. 03

    Una versione Markdown di ogni pagina

    Testo pulito, senza menu, script e grafica, servito quando l'agente lo chiede. Chi ha un piano Cloudflare Pro o superiore può attivare Markdown for Agents, che converte le pagine al volo (Cloudflare); sui siti WordPress lo fa il nostro plugin.

  4. 04

    Un indice llms.txt

    Un file che descrive il sito e porta alle pagine che contano, in un formato che un modello legge in un colpo solo. Costa poco e non interferisce con la SEO.

  5. 05

    Le basi in ordine

    Sitemap aggiornata, intestazioni Link verso sitemap e versioni alternative, dati strutturati coerenti con il testo visibile della pagina.

  6. 06

    Misura prima e dopo

    Una scansione prima dell'intervento e una dopo, con lo stesso profilo, così il confronto è onesto.

Dove fermarsi

Per Google la risposta è netta. Per comparire in AI Overviews e AI Mode non servono file per l'AI, markup particolari o dati strutturati speciali: contano le stesse basi della ricerca tradizionale (Google Search Central).

Su llms.txt Google parla con due voci. La ricerca lo considera inutile per le sue funzioni AI, mentre Lighthouse, lo strumento di analisi di Chrome, dalla versione 13.3 lo controlla tra i requisiti per la navigazione con agenti (Search Engine Journal). La nostra lettura: llms.txt serve agli assistenti e agli agenti che lo leggono, non al posizionamento su Google.

Le voci della sezione Funzioni (MCP, catalogo API, OAuth) hanno senso solo se il sito permette davvero di fare qualcosa: prenotare, ordinare, consultare un listino attraverso un'API. Su un sito vetrina aggiungerle per alzare il punteggio è lavoro senza utilità, e in più è superficie da mantenere e da proteggere.

Infine, nessuno di questi interventi garantisce di essere citati. Sono la condizione tecnica perché un assistente legga bene il sito. Se poi vi cita dipende dai contenuti: chiari, aggiornati, con fatti verificabili.

Come lo facciamo noi

Sui siti WordPress che gestiamo il livello per gli agenti sta in un plugin nostro, CF - Agent Discovery, separato dal tema e dal page builder. Gestisce regole per i bot AI, Content Signals, llms.txt e versione Markdown delle pagine. Si aggiorna quando cambiano gli standard e si toglie senza lasciare tracce.

Il primo intervento completo è stato su un portale di bandi per le imprese, misurato prima e dopo con isitagentready.com. Lo stesso approccio è applicato su questo sito: cloudfactory.it pubblica il suo llms.txt e una versione Markdown di ogni pagina, rigenerati a ogni aggiornamento.

Volete sapere come vedono il vostro sito?

Scriveteci l'indirizzo del sito. Facciamo la scansione e vi diciamo cosa manca, cosa conviene fare e cosa invece non serve.

Come abbiamo scritto questo articolo

In Cloudfactory usiamo l'intelligenza artificiale anche nel lavoro editoriale: ci aiuta a cercare e incrociare le fonti, a confrontare i dati, a impostare la struttura e a rifinire la lingua. Il sistema che usiamo è configurato da noi, con istruzioni, esempi e procedure costruiti sul nostro modo di scrivere. Il nostro team ha controllato ogni fonte, corretto il testo e approvato la versione pubblicata. Le valutazioni e le scelte sono di Cloudfactory, e ne rispondiamo noi.

Domande frequenti

Se blocco GPTBot o ClaudeBot sparisco da ChatGPT e Claude?

No. Quei bot servono all'addestramento. La ricerca dentro gli assistenti usa OAI-SearchBot e Claude-SearchBot, che si possono lasciare passare.

Google usa llms.txt?

Non per la ricerca: Google dice che per AI Overviews e AI Mode non servono file per l'AI. llms.txt serve agli assistenti e agli agenti che lo leggono.

Bisogna rifare il sito?

No. Regole, segnali, indice e versione Markdown si aggiungono al sito esistente, senza toccare tema e contenuti.

Il punteggio di isitagentready conta per il posizionamento?

No. È uno strumento di Cloudflare: verifica la presenza di file e segnali per gli agenti, non la qualità dei contenuti né la posizione nei risultati.

I Content Signals impediscono l'uso dei contenuti?

No. Esprimono preferenze che i bot possono rispettare o no. Per bloccare davvero un bot servono regole sul server o sul firewall.

Fonti

  1. Cloudflare, Introducing the Agent Readiness score
  2. Cloudflare, Content Signals Policy
  3. Cloudflare, Markdown for Agents
  4. OpenAI, Overview of OpenAI crawlers
  5. Anthropic, Anthropic crawlers
  6. Google Search Central, AI features and your website
  7. Search Engine Journal, Google's llms.txt guidance depends on which product you ask
  8. Search Engine Journal, All you need to know about Cloudflare's Agent Readiness score
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