Sostenibilità e open source: meno sprechi, tecnologia che dura.

Per chi fa informatica la sostenibilità si misura in cose concrete: quante persone devono spostarsi, quanti server restano accesi senza motivo, quanto dura un computer, quanto pesa una pagina web. E se il software che usi oggi potrai ancora aprirlo, modificarlo e portarlo altrove tra dieci anni.

Lavoro da remoto

Lo smart working, il nostro e il tuo.

Lavoriamo da remoto ogni volta che si può, e aiutiamo i clienti a fare lo stesso senza rischi. Ogni spostamento evitato è tempo, traffico ed emissioni in meno. E un'azienda che sa lavorare da qualunque posto regge meglio quando l'ufficio è chiuso o la linea cade.

  • Assistenza senza trasferte
    Quasi tutti gli interventi si fanno da remoto, con TeamViewer in licenza business e accessi dedicati. Veniamo in sede quando serve davvero: un cablaggio, un server, una sala riunioni.
  • Da casa come in ufficio
    VPN, desktop remoto mai esposto su Internet, posta e file in Microsoft 365 o Google Workspace con la verifica in due passaggi (migrazione della posta). Gestionale e cartelle di rete si aprono da casa con le stesse protezioni dell'ufficio.
  • Riunioni senza spostarsi
    Sale in cui chi è collegato sente e viene sentito come chi è al tavolo. Se la riunione ibrida funziona, nessuno deve prendere la macchina per esserci.
  • Meno carta, meno corrieri
    Firma digitale, referti firmati da remoto, documenti condivisi con permessi chiari: meno stampe, meno spedizioni, meno viaggi in sede per una firma.

Cloud senza sprechi.

Un server acceso per niente consuma corrente e budget tutti i giorni. Il cloud è efficiente solo se qualcuno lo tiene in ordine.

  • Dimensionato sul carico vero
    Scegliamo istanze e dischi in base a quello che serve oggi e li rivediamo quando il carico cambia, invece di pagare margine per sempre.
  • Via quello che non serve
    Cerchiamo dischi scollegati, snapshot dimenticati, indirizzi IP inutilizzati e server di prova rimasti accesi, e li togliamo.
  • Un account per cliente
    Ogni cliente ha il proprio account cloud, intestato a lui: risorse e costi sono visibili voce per voce, e ciò che non serve più salta all'occhio.
  • AI proporzionata
    Per smistare un'email basta un modello piccolo, per ragionare su un documento lungo ne serve uno grande. Usare il modello adatto al compito costa meno e consuma meno.

Hardware che dura.

Buona parte dell'impatto ambientale di un computer nasce quando viene prodotto, non quando lo usi. Il computer più sostenibile è quello che non devi ricomprare.

  • Potenziare prima di sostituire
    A un PC lento spesso bastano più memoria o un SSD. Sostituiamo solo quelli che non reggono più il lavoro o non ricevono più aggiornamenti di sicurezza (postazioni di lavoro).
  • Meno server, più servizi
    Più servizi su una sola macchina virtualizzata, con Hyper-V o Proxmox, invece di un server per ogni funzione: meno macchine da alimentare, raffreddare e sostituire.
  • La garanzia giusta
    Server Dell PowerEdge con alimentatori ridondanti e garanzia ProSupport scelta sugli anni di vita previsti, così un guasto si ripara invece di buttare la macchina.
  • Una seconda vita
    I PC dismessi, con i dischi cancellati in modo sicuro, di solito vengono ricondizionati e donati a scuole di Roma. Quelli che non si possono recuperare finiscono nei RAEE, con lo smaltimento corretto.
Questo sito

Un sito leggero, come questo.

Il sito che stai leggendo è fatto di pagine statiche: niente database, niente plugin, nessun server dedicato da tenere acceso giorno e notte. Proponiamo lo stesso approccio quando un sito non ha bisogno di altro.

  • Una dozzina di file
    La home si carica con dodici file, tutti dal nostro dominio. Niente librerie da CDN esterne, niente foto d'archivio.
  • Nessun tracciatore
    Nessun analytics di terze parti e nessun cookie di profilazione, quindi nessun banner da accettare (quando si può fare a meno del banner).
  • Caratteri sul nostro server
    I font sono ospitati qui e non su Google Fonts: meno richieste, e nessun dato del visitatore che parte verso terzi.
  • Testo nell'HTML
    Il contenuto è già nella pagina e ogni pagina ha una versione Markdown: si apre anche con una connessione lenta, e motori di ricerca e assistenti AI lo leggono senza fatica.

Open source, per non restare legati.

Usiamo software open source ogni volta che regge il confronto. Non per ideologia: codice leggibile e formati aperti sono il modo più semplice per non dipendere da un fornitore, noi compresi.

Sistemi
  • Linux
  • Ubuntu
  • Fedora
  • Proxmox
  • Docker
Web e applicazioni
  • PHP
  • WordPress
  • Laravel
  • Filament
  • React
  • Astro
Dati
  • PostgreSQL
  • MariaDB
  • Redis
Automazione e AI
  • n8n
  • LangChain
  • Dati esportabili
    Database standard e formati aperti: i tuoi dati si esportano e si leggono anche senza di noi.
  • Aggiornato a lungo
    Scegliamo progetti con una comunità attiva e aggiornamenti regolari. Un software che riceve patch per anni evita riscritture e migrazioni forzate.
  • Il codice è tuo
    Quello che sviluppiamo per te è tuo: documentato, portabile, pronto per il team che verrà dopo di noi.
  • Proprietario quando conviene
    A volte Microsoft 365, Windows Server o un gestionale di settore sono la scelta giusta. In quel caso lo diciamo, spieghiamo perché e lasciamo una via d'uscita.

Domande frequenti.

Cloudfactory lavora in smart working?

Sì, ogni volta che il lavoro lo permette. Assistenza e sviluppo si fanno quasi sempre da remoto; veniamo in sede per installazioni, sopralluoghi e incontri che conviene fare di persona.

Come si imposta lo smart working in un'azienda senza aprire falle?

Si parte dalle identità, non dalla rete: un account per persona, verifica in due passaggi obbligatoria, permessi per ruolo e dispositivi registrati (con Intune dove c'è Microsoft 365), così un PC perso si blocca o si cancella da remoto. Poi si decide cosa resta in sede e come ci si arriva: posta e file in cloud, gestionale e cartelle di rete dietro VPN o desktop remoto, niente porte aperte "provvisoriamente" sul firewall. Alla fine si scrive chi può accedere a cosa e come si revoca, perché la parte che si dimentica è l'uscita di chi lascia l'azienda.

Come create e gestite una VPN aziendale?

Usiamo VPN site-to-site per collegare le sedi e client-to-site per le persone, sul firewall che c'è già (UniFi, WatchGuard, FortiGate) o con WireGuard, che è open source. Ogni persona ha un profilo suo, con la verifica in due passaggi dove il gateway la supporta e l'accesso limitato alle reti che le servono, non a tutta la LAN. Teniamo aggiornato il firmware, perché i concentratori VPN sono tra i dispositivi più attaccati, controlliamo i log degli accessi e revochiamo il profilo il giorno in cui una persona lascia l'azienda.

Il desktop remoto si può usare in sicurezza?

Sì, se non è mai esposto direttamente su Internet. RDP passa da VPN o da un gateway Remote Desktop aggiornato, con la verifica in due passaggi, e il server ha profili e licenze in ordine (un caso su AWS). Un RDP raggiungibile dall'esterno con utente e password è uno dei modi più comuni con cui entra un ransomware.

Come si condividono file con clienti e fornitori senza perdere il controllo?

Niente allegati sensibili e niente link "chiunque abbia il link". Con OneDrive, SharePoint o Google Drive condividiamo con persone nominate, link a scadenza, solo lettura dove basta e download bloccato dove serve, e controlliamo i registri di condivisione. Le cartelle esterne stanno separate da quelle interne, così un ospite non vede più del dovuto. Per i dati sanitari o i progetti tecnici di grandi dimensioni valutiamo una piattaforma dedicata.

Fate piattaforme su misura per lo scambio di file?

Sì, su Amazon S3, nell'account AWS del cliente. Bucket privati e cifrati, caricamento e download con link firmati che scadono, una cartella per ogni cliente o pratica, versioni dei file e conservazione impostate per legge o per contratto, e un registro di chi ha caricato o scaricato cosa. Costa una frazione di una piattaforma a licenza per utente, regge file da molti gigabyte e i dati restano in un account intestato a voi, nella regione europea che scegliete.

Microsoft 365, Google Workspace o Proton?

Microsoft 365 e Google Workspace sono le scelte più complete per un'azienda: posta, file, riunioni, gestione dei dispositivi, conservazione e controlli di amministrazione. Migriamo la posta in entrambe le direzioni, con caselle, calendari e DNS (migrazione a Microsoft 365, un caso). Proton cifra posta e file in modo che nemmeno il fornitore possa leggerli ed è una buona scelta per chi tratta dati delicati, con alcuni limiti: la cifratura end-to-end vale tra utenti Proton, verso altri indirizzi serve un messaggio protetto da password o PGP; Outlook e Thunderbird funzionano solo tramite l'app Proton Mail Bridge sul computer; gli strumenti di amministrazione e le integrazioni con gestionali e CRM sono meno maturi. Spesso la soluzione è mista: Microsoft 365 o Workspace per l'azienda, Proton per le caselle più sensibili.

Perché preferite l'open source?

Perché riduce la dipendenza da un singolo fornitore, permette di verificare cosa fa il software e di continuare a usarlo anche se chi l'ha installato non c'è più. Quando una soluzione proprietaria è migliore, la proponiamo.

Quando conviene un sito statico invece di WordPress?

Quando il sito serve a farsi trovare e a raccontare l'azienda, e non servono login, carrello o plugin che leggono il database a ogni visita. Le pagine vengono generate una volta e distribuite da una CDN: non c'è PHP né database esposti, la superficie d'attacco si riduce quasi a zero, i tempi di risposta restano bassi anche con molto traffico e l'hosting costa pochissimo. I contenuti possono stare in Git o in un CMS headless. Per e-commerce, aree riservate o redazioni con molti autori, WordPress o un'applicazione su misura restano la scelta giusta.

Contatti

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Viale di Trastevere 114, 00153 Roma